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Menconi
Gino
(Avenza, Massa-Carrara, 1899 – Bosco di Corniglio, Parma, 1944)
Di famiglia benestante, si laurea in Economia e commercio. Già
negli anni giovanili è impegnato politicamente nelle file del Partito
repubblicano. Dopo le leggi speciali del 1926 aderisce al Partito comunista
ed espatria in Francia. Inviato a Mosca per seguire i corsi della scuola
leninista, rientra due anni dopo a Parigi per lavorare nell’apparato
clandestino del partito che lo assegna all’attività organizzativa
in Italia. Raggiunge clandestinamente Napoli ove entra in contatto con
alcuni gruppi di operai comunisti e diffonde fogli politici clandestini.
Nel 1931 è arrestato; deferito al Tribunale speciale, è
condannato a diciassette anni di carcere. Amnistiato nel 1937, viene confinato
a Ponza e a Ventotene fino alla caduta del fascismo. Dopo l’8 settembre
1943 entra nella Resistenza operando a Firenze e poi nel Parmense, dove
dal 1 agosto 1944 assume il Comando della piazza di Parma. Il 14 ottobre,
mentre partecipa alla riunione del Comando unico a Bosco di Corniglio,
è sorpreso con gli altri compagni da una puntata dei tedeschi.
Gravemente ferito, cade in mano ai nemici che lo finiscono facendolo morire
legato ad una branda tra le fiamme della stanza in cui si trovava. Medaglia
d’oro al valor militare alla memoria.
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