Leris Luigi
(Treviglio, Bergamo, 1912 – Parma, 1991)
Nome di battaglia “Gracco”. Fratello di Angelo Leris, inizia l’attività antifascista clandestina a 14 anni. Nel 1929, entra a far parte dell’apparato clandestino del Pci, si occupa in particolare dell’attività giovanile. Alla fine del 1931 è inviato dal suo partito in Unione Sovietica e, per 3 anni, frequenta l’Università di Mosca. Rientrato in Italia nel 1934, compie missioni di partito in diverse città finché, a Torino, viene arrestato. Deferito al Tribunale speciale, il 28 gennaio 1936 è condannato a 20 anni di reclusione. Detenuto nelle carceri di Fossano, Castefranco Emilia e Portolongone, non riacquista la libertà neppure dopo il 25 luglio 1943, trovandosi in una zona controllata dai tedeschi. Nel febbraio 1944 viene trasferito da Portolongone al carcere di Parma. Da qui riuscie a fuggire il 13 maggio, in seguito a un bombardamento aereo . Raggiunta la montagna, si unisce alle formazioni partigiane, divenendo commissario politico della 12.a Brigata Garibaldi e successivamente della 31.a . Al momento della Liberazione era commissario politico della Divisione “Val Ceno” . È stato decorato di medaglia d’argento al valor militare.